Presentazione di Thomas il monaco

Il terzo volume della trilogia di Reuben è tuttora in fase di scrittura. L’Autore prevede di completarlo entro l’estate 2007, ma, visto l’accidentato percorso dei libri precedenti, è meglio non farsi troppe illusioni sulla puntualità.
Fedele al suo intendimento di rendere le sue opere accessibili a tutti, egli ha comunque accettato di pubblicare sul web alcuni dei capitoli già completati, riservandosi, come è ovvio, di rivederli prima della stesura definitiva. Chi non vuole guastarsi il piacere della lettura integrale dovrà opportunamente evitare di leggerli, ma se la curiosità prevale è necessario dare al lettore qualche indicazione relativa alla struttura del romanzo.
Da quello che si evince dai vaghi accenni dell’Autore, Thomas il monaco (è il titolo che da anni il Nostro si ostina a definire “provvisorio”) sarà suddiviso in capitoli che seguono la vicenda da punti di vista diversi o che mettono al centro della trattazione figure diverse. I capitoli sono intitolati con un’intestazione seguita da un numero progressivo. Al momento esistono capitoli con le seguenti intestazioni: Thomas, Reuben, La storia, Il Barbaro, Almaron. La lettura di Thomas richiederà quindi al lettore una particolare attenzione al montaggio, a un livello decisamente più complesso di quello di Som de l’escalina e June.

Manoscritto dell’inizio di un capitolo di Thomas. Si noti la data, indice che l’Autore stava lavorando contemporaneamente a Aengus e a Thomas.

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Alla richiesta se il romanzo si potrà leggere “saltando” liberamente da un capitolo all’altro, l’Autore ha risposto che, con un po’ di fortuna, si potrebbe anche riuscirci, ma che non si fa garante dell’efficacia artistica dell’esperienza. Sostiene però che ciò sarà assolutamente possibile nella lettura del futuro romanzo La ballata di Aengus l’errante.
Un’ultima annotazione: la vicenda narrata in questo terzo volume inizia qualche tempo (molti mesi, pochi anni?) dopo gli eventi narrati nell’ultimo capitolo di Som de l’escalina. Rispetto al secondo volume, sembra che la vicenda acquisisca dei contorni storici ben definiti (in base ai miei calcoli, dovremmo essere intorno al 1225) abbandonando definitivamente la dimensione onirica in cui erano immerse le vicende del pellegrinaggio di Reuben. La centralità del priore Thomas promessa dal titolo induce inoltre a credere di trovarci di fronte ad un romanzo che ci porterà a leggere la vicenda di Reuben all’interno di qualcosa di più vasto, di cui già i capitoli che possiamo leggere rendono sufficientemente conto.
Resta un ultimo dubbio: perché l’Autore dopo avere iniziato a scrivere Thomas lo ha abbandonato fino ad oggi per scrivere June (e addirittura per abbozzare Aengus)? E perché ha ripreso a lavorarci proprio adesso dopo quasi nove anni di interruzione dell’attività di scrittore?
Ma a queste domande non sono al momento in grado di rispondere.

L’editore
 

 

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