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I Dopo che all’età di vent'anni Reuben ebbe lasciato sua madre e suo padre e la casa di suo padre, la sua patria e il suo paese e gli dei del suo paese, attraversato a piedi il passo sulle Alpi in una notte di neve e luna, iniziò a vagare per le corti e i villaggi e le città del nord. Conobbe Innsbruck e passò in Baviera, a Partenkirchen, poi fino ai confini con la Svevia e alla corte di Augusta. Visitò le campagne intorno a Monaco e la città e si spinse a nord fino a Ratisbona, Norimberga e Bamberga, discese il corso del Meno e giunse a Magonza, poi fu a Worms, a Heidelberg, a Spira e risalendo il Reno giunse in Alsazia, a Basilea ed infine in Borgogna. Di corte in corte, di villaggio in villaggio si spostò seguendo i goliardi e le ambascerie, vivendo alla maniera dei trovieri traendo note dalla sua viella e tristi canzoni d'amore dalla sua nostalgia. Sulla piazza e sulle strade intonava le canzoni che aveva imparato pellegrinando ed ascoltando i musici, e poiché sapeva modulare la voce secondo timbriche diverse, cantando in falsetto o a voce piena interpretava il suo repertorio conciliando l'abilità della sua voce con il gusto di quanti lo ascoltavano; così si fece mezzo-tenore per i francesi di Digione e Chalon che, in viaggio attraverso la Borgogna, volevano ascoltare un ultimo timbro romanzo prima di entrare in Svevia; imparò a Magonza, da Heinrich Von Meissen, l'arte dei Mastersingers stabili, poi la portò in giro alla maniera di Behain; infine, poiché i giovani si fermavano ad ascoltarlo e lo accompagnavano in coro talvolta quando, seduto, arpeggiava ad occhi chiusi Sono stato sulle montagne strinse nel naso la sua voce, la fece stridere e assottigliare in fondo al palato e ne trasse una magia che gli consentì di commuoverli cantando Infine la pace verrà Era il tempo in cui, dopo le vittorie di Roche-aux-Moines
e di Bouvines, il regno di Francia iniziava, sotto Filippo Augusto e in
attesa delle radicali trasformazioni burocratiche di Luigi VIII e Luigi
IX, la sua ascesa nell'Europa occidentale a scapito del prestigio e dell’autorità
che il Sacro Romano Impero vedeva rapidamente scemare fra una scomunica
e una pestilenza.
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