Presentazione Som de l’escalina

La stesura di Som de l’escalina è iniziata dopo il 21 aprile 1986 ed è terminata prima del 16 agosto 1990. Concluso Reuben, l’Autore aveva lavorato ad un romanzo, poi abbandonato, che raccontava le vicende di un pittore, Tadeusz, alle prese con un quadro di natura apocalittica. Fortemente impregnata di simbolismo, la storia di Tadeusz metteva in scena un artista (non ancora uno scrittore come sarà, o meglio diventerà June) che prelude all’importanza che l’Autore riserverà ad un’altra arte, la musica, e che lo orienta a fare di Reuben un giullare.
Som de l’escalina inizia svelando la direzione del fuggire di Reuben. Piuttosto curiosamente il protagonista, che risultava attratto dal mare e che teme il freddo, se ne va verso Nord, luoghi anche linguisticamente a lui inusuali. La sorpresa maggiore rispetto al primo volume della trilogia sta ovviamente nel mutarsi del contesto cronologico: all’ambientazione contemporanea subentra una sorta di ambiguità temporale giocata fra l’oggi, l’inizio del XIII secolo e la metà del XVIII. Per quanto alcuni squarci della rappresentazione storica siano accurati (non si dimentichi la propensione dell’Autore per la storiografia), inutile cercare una assoluta coerenza fra i diversi momenti della narrazione, libero il Nostro di giocare leggermente su incroci malandrini della storia o addirittura di sprofondare la vicenda in una atemporalità mistica/mitica come nella scena dell’apparire degli angeli, nei midrashim, nella storia di Easyoath.
E’ poi evidente dall’epigrafe che, in quel periodo, l’Autore stava occupandosi di T.S.Eliot, autore di cui si è sempre dichiarato debitore. Dalla cronologia dei manoscritti si nota che nello stesso periodo l’interesse per la poesia si manifesta anche attraverso composizioni (il capitolo 5 di Som doveva essere una poesia) e traduzioni (Vernon Watkins e Cecil Day Lewis).
Non a caso l’edizione 1991 del romanzo porterà in appendice dodici poesie, i Dodici esercizi di guerra, non riportati nell’edizione 2007 (ma leggibili nelle Opere minori) e il testo è costellato di citazioni di frammenti di testi sia trobadorici (Jaufre Raudel) che contemporanei (Bob Dylan già nel primo capitolo).

Manoscritto della prima pagina di Som de l’Escalina  390 Kb

Manoscritto della prima pagina di Som de l’Escalina

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Som de l’escalina è il secondo romanzo della trilogia di Reuben. Come s’intuisce dal titolo, protagonista è la ricerca, lo scopo di raggiungere una meta che possa dare un equilibrio al protagonista.
Dopo le vicissitudini del primo libro, Reuben viene catapultato in un mondo che sembra confondersi tra sogno e realtà, il limite fra i quali è tracciato lievemente.
Seppure questi tre romanzi possano essere letti separatamente, ciò non toglie che siano profondamente legati. Al termine di Som de l’escalina si giunge con foga, ma esso appare agli occhi del lettore come un romanzo incompiuto, lasciando quindi spazio a Thomas. In realtà, sarà Reuben ad attirare l’attenzione del lettore, perché la vita precedente del protagonista, non narrata in questo romanzo, è l’unica chiave che può far comprendere le sue scelte. Così come la vita degli uomini è segnata, stabilita e regolata da tutto ciò che ha preceduto il momento attuale che stanno vivendo, un presente regolato dal passato, un futuro regolato dal presente che diventa passato. Un percorso quindi, non un inizio, non una fine, non una tappa. Non un romanzo ma un sinonimo della vita.


 

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